Il nuovo Kobo Touch

Disclaimerho ricevuto in regalo il Kobo Touch dalla responsabile delle comunicazione istituzionale di Mondadori. Non mi è stata fatta nessuna pressione, mi è stato solo chiesto di condividere con loro stessi, in forma privata, le mie considerazioni. Ma poichè credo che l’arrivo di questo nuove lettore sul mercato italiano rappresenti una novità da analizzare e comprendere, ho deciso di scrivere questo post come “servizio” a coloro i quali stanno pensando di acquistare un e-reader.

Contro-disclaimer: l’avvertenza appena espressa, nel mio mondo ideale, dovrebbe essere inutile. Negli Stati Uniti è prassi comune che i blogger ricevano gratuitamente i nuovi dispositivi, per testarli e recensirli, e spesso non esitano a emettere delle sacrosante stroncature. La trasparenza, in quel contesto, è di default. Dalle nostre parti, per una non illegittima cultura del sospetto, è ancora necessario chiarire perché e per chi si scrive.

Dell’alleanza tra Mondadori e Kobo è stato già detto molto, eppure non è inutile tornare a sottolineare come essa serva essenzialmente a due scopi: alimentare il mercato dei dispositivi di lettura in Italia e contemporaneamente cercare di contrastare lo strapotere di Amazon. Che il mercato si arricchisca di soggetti e concorrenti significa che per i lettori aumentano le possibilità di risparmiare, e soprattutto di sperimentare (chi non lo avesse già fatto) la lettura digitale: il Kobo Touch (e presto gli altri due modelli della famiglia, il Mini e il Glo) si può già toccare con mano nelle 300 e passa librerie a marchio Mondadori sparse per il paese, mentre sul sito kobobooks.it si possono scaricare gli ebook e fare una serie di altre cose di cui dirò tra poco.

Quella che segue non è una recensione esclusivamente tecnica: in giro ce ne sono già alcune ottime (anche se, per esempio, nessuno ha segnalato che sul Kobo Touch esistono delle funzionalità extra come lo Sketch Pad, per disegnare, un browser per navigare e persino il Sudoku!). E’ piuttosto una valutazione complessiva dell’esperienza di lettura sull’e-reader Kobo Touch. Cliccando sulle immagini, si possono ingrandire.

(A proposito: cara responsabile-della-comunicazione-istitiuzionale-di-Mondadori-che-mi-hai-contattato, non so quanti e-reader hai a disposizione e non so che vincoli ti siano stati imposti, ma qualora ti avanzasse un Kobo Glo, che è la vera novità del momento – soprattutto considerando che oggi arriva in Italia il suo concorrente principale, il Kindle Paperwhite - io ben volentieri lo recensirei, magari dirottando, a mie spese ovviamente, il mio Kobo Touch a qualcuno dei molti blogger che privatamente mi hanno scritto per lamentarsi di non essere stati considerati. Credimi, ci sono molte persone competenti tra i blogger, se vuoi ti passo i nomi!)

L’installazione del Kobo non è particolarmente complicata, e può effettuarsi dal lettore stesso, connettendosi alla Rete, o via computer, dopo aver scaricato l’applicazione gratuita di Kobo.

L’installazione

Ci viene immediatamente data la possibilità di connetterci attraverso il nostro account Facebook, e ciò dà una prima misura di come Kobo presti un occhio di riguardo alla dimensione sociale della lettura. Una volta completata l’installazione, ho subito connesso il lettore al computer e ho fatto partire Calibre, ricevendone in cambio questa misteriosa schermata:

Uhm. Ho seguito le istruzioni, timoroso di dover poi smanettare sul firmware, cosa che però non è accaduta: Calibre “legge” bene il Kobo Touch e permette di caricarvi ebook. Anzi, a dire il vero Calibre mi ha consentito di scoprire che nella memoria del dispositivo sono già contenuti alcuni titoli in lingue diverse (tutti in pubblico dominio) che, presumo, si “attivano” a seconda della lingua scelta nell’istallazione. Titoli che non appaiono nella home del lettore, tuttavia, né nella sua libreria (nell’immagine, tutti tranne il primo e l’ultimo):

La lettura

Lo schermo touch del Kobo, se siete abituati a un iPhone o iPad, lascia insoddisfatti, ma è pur vero che si tratta di un paragone ingiusto tra dispositivi di diversa natura; la sua funzione principale è quella di farci girare le pagine, e in ciò esso è molto efficace: i tempi sono rapidissimi e la lettura non ne risente. La tastierina che appare quando vogliamo inserire una nota o eseguire una ricerca, invece, non presenta la stessa responsività, e lo stesso vale per la navigazione dei menù. Nulla di grave, s’intende, soprattutto se ci si ricorda che in mano non abbiamo uno smartphone.

La nitidezza dello schermo, la possibilità di cambiare il tipo e la grandezza dei caratteri (ce ne sono molti tra cui scegliere), la velocità del refresh quando si gira pagina, rendono la lettura davvero comoda. Ho fatto delle prove, sia con un libro scaricato da kobobooks (su cui, per il momento, ci sono prevalentemente titoli dei marchi Mondadori), sia con alcuni ebook che avevo acquistato precedentemente.

  1. L’ebook scaricato da kobobooks era semplicemente perfetto: qualsiasi modifica io facessi ai caratteri e alle loro dimensioni, qualsiasi intervento sul testo compissi (evidenziazioni e note), l’impaginazione rimaneva eccellente e la lettura gradevole.
  2. La maggior parte degli ebook precedentemente acquistati ha invece presentato dei piccoli difetti nell’impaginazione: interlinea variabili, caratteri non modificabili, copertine appena decentrate e così via. Inezie, che non pregiudicano enormemente la lettura e che si spiegano probabilmente con la considerazione che chi a suo tempo realizzò il file epub non ebbe modo di testarlo sui dispositivi Kobo. Non dubito che le cose cambieranno presto.
Per quanto riguarda i file pdf, a cui molti di noi sono ancora affezionati, possono caricarsi nella cartella principale del lettore connesso al pc, senza passare da Calibre, e la loro lettura presenta gli stessi limiti di qualsiasi altro lettore, vale a dire l’impossibilità di modificare i caratteri e l’impaginazione.
La lettura sul Kobo Touch offre diverse possibilità d’interazione: si possono evidenziare dei passaggi, prendere appunti, cercare delle parole all’interno dell’ebook oppure sui dizionari (ce ne sono tantissimi, sia monolingue che bilingue, e questa è davvero una grande opportunità!), e di conseguenza fare delle traduzioni. Si possono poi condividere le letture sulla nostra bacheca di Facebook e infine sincronizzare il lettore con le app che abbiamo sul pc o sullo smartphone.

L’esperienza di lettura

Reading life

Da quando è nata, Kobo ha sposato la filosofia “Read Freely” – leggere in libertà. Questo non significa che sono spariti gli ignominiosi DRM di Adobe, perché la scelta di usarli o meno spetta agli editori, ma significa che Kobo non usa, a differenza di Amazon, formati proprietari. Reading Life è la naturale conseguenza di tale impostazione: più che un social network di lettori si tratta di una serie di strumenti e funzioni per rendere le proprie letture sempre più sociali e interattive, per esempio condividendole su Facebook e Twitter. Accedendo all’area Reading Life sul lettore si possono vedere le proprie statistiche di lettura (anche se relative solo all’ultimo ebook aperto, senza possibilità di sfogliare i dati relativi agli altri ebook) oppure i “premi” che otteniamo quando raggiungiamo certi obiettivi. Reading Life infatti “gamifica” (lo so, è un brutto neo-anglismo…) la lettura, sfidandoci a raggiungere tutta una serie di traguardi, da quelli più ovvi (numero di pagine lette, o tempo di lettura) ad altri più simpatici (fedeltà a certi orari di lettura, per esempio).

Reading Life

L’ecosistema Kobo

Quando si parla di lettura digitale, bisogna sempre tenere a mente che insieme ai dati tecnici del lettore che utilizziamo, è fondamentale considerare l’ecosistema in cui entriamo. Amazon, per esempio, ha costruito il suo successo garantendo un’esperienza d’acquisto semplice e immediata e un’attenzione ai clienti senza precedenti. Ma Amazon resta – a causa soprattutto del suo formato proprietario – una gabbia dorata, e molti di noi lettori digitali cominciamo a porci qualche domanda.

L’ecosistema di Kobo rappresenta, in prospettiva, una valida alternativa: sia perché fa tutte le cose che fa Amazon (per esempio, ed era ora, consente di scaricare le anteprime dei libri) sia perché si modella in base ai nostri gusti (ah, cari algoritmi!). Dal lettore stesso è possibile naturalmente acquistare ebook su Kobobooks.it ma anche percorrere diverse sentieri di scoperta (ah, la discoverability!): segnalazioni provenienti da Kobo stessa, browsing per categorie (davvero ben fatte, devo dire), consigli personalizzati in base alle nostre letture (“ebook simili”). Questi ultimi non sono molto precisi per il momento, ma suppongo che andranno migliorando man mano che ciascuno proceda negli acquisti e nelle letture.

L’ecosistema Kobo

A tutto ciò bisogna poi aggiungere l’interazione con le app gratuite per pc, smartphone e tablet, che rende la lettura digitale davvero ubiqua.

Insomma, per quegli Italiani che ancora non hanno conosciuto le meraviglie della lettura digitale, l’ecosistema Kobo/Mondadori rappresenta un valido biglietto d’ingresso in un parco giochi dove ci si può muovere liberamente, incontrare altri lettori e soprattutto entrare e uscire a piacimento. Forse in questa fase iniziale è possibile trovare qualche piccola falla, ma nulla che pregiudichi la nostra esperienza di lettura o che non possa essere risolto facilmente. E tutto questo con una spesa sotto i cento euro, non va dimenticato. A guardare il panorama dell’editoria italiana, sembra che il colosso di Segrate abbia compreso che la lettura digitale, volenti o nolenti, entusiasti o nostalgici, sia una strada obbligata sia per il rinnovamento dell’editoria stessa (contro le derive monopolistiche) che per la promozione della lettura. Chi vivrà vedrà.

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8 Responses to Il nuovo Kobo Touch

  1. Pingback: punto della situazione su: giornalismo digitale, Kobo e MOOC « dei libri passati presenti e futuri

  2. angelo says:

    Ciao eFFe,

    volevo anzitutto ringraziarti per il commento relativo alla lettura orizzontale su blog altrui ;-)

    Hai provato ad aprire una nota inserita all’interno del testo? A me impiega almeno 5 secondi per visualizzarla, al pari dei contenuti relativi a una voce linkata dell’indice testuale!

    E i link esterni sono attivi in tutti gli ePub (anche quelli non acquistati/scaricati da KoboBooks.it, per intenderci)?

    • eFFe says:

      Ciao Angelo,

      non ho ben capito a che commento ti riferisci, ma comunque prego!

      Ho appena fatto un po’ di prove, seguendo la tua sollecitazione. Considera che di titoli acquistati su Koboboks ora come ora ne ho pochissimi (tre) e sono tutti romanzi, quindi privi di note. Sugli epub che ho caricato finora, non riesco né a leggere le note né a seguire i link esterni. Questo aspetto mi era sfuggito e ti ringrazio per averlo segnalato.

      Domani faccio un po’ di altre prove e se è il caso, pubblico un aggiornamento!

  3. terry says:

    io sono una frana per quanto riguarda la tecnologia e la tua recensione mi è servita molto, solo una cosa non ho capito: col kobuccio si può navigare in rete? posso andare su facebook normalmente o solo per condividere parti di ebook???

    • eFFe says:

      Ciao Terry, scusa il ritardo nella risposta, sono tornato sul sito solo ora dopo aver formattato il computer! E comunque la risposta è si, c’è un browser nel Kobo touch, ma come in tutti gli ereader la navigazione non è affatto comoda, perché questi dispositivi non sono pensati per navigare.

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